Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

AGNELLI, Giovanni

Giovanni Agnelli nel 1940 (Archivio e centro storico Fiat, Archivio iconografico).

 
 

Villar Perosa (TO), 13 agosto 1866 - Torino, 16 dicembre 1945

Nasce a Villar Perosa, comune della Val Pellice in provincia di Torino, il 13 agosto 1866 da Edoardo e Aniceta Frisetti. Il padre era un facoltoso proprietario terriero che aveva consolidato la propria fortuna con il commercio di prodotti agricoli e di bestiame. Giovanni, figlio unico, frequenta il ginnasio di Pinerolo, completando poi gli studi classici a Torino. A diciotto anni, nel 1884, intraprende la carriera militare, ma nel 1893 si congeda. Nel 1889 si era sposato con Clara Boselli, fiorentina, da cui aveva avuto i figli Aniceta (Tina) ed Edoardo. A Torino entra in contatto con gli ambienti della borghesia degli affari e dell’aristocrazia locale, in particolare con un gruppo di appassionati dell’automobile: nel luglio del 1899 aderisce al progetto di fondazione della Fabbrica italiana automobili Torino (Fiat) e si pone in luce nella compagine societaria per la pronta comprensione dei problemi tecnici, gestionali, commerciali, finanziari dell’impresa, tanto da essere nominato Amministratore delegato nel marzo 1902. Il suo obiettivo era allora quello del superamento della fase dilettantistica per conferire una vera consistenza industriale alla nuova impresa. Fra il 1902 e il 1906 la produzione annua della Fiat passa da 73 a 1.097 vetture, con una crescita media del 72%. I risultati economici superano le aspettative. Nel 1906 la prima società Fiat viene liquidata e ricostituita con un capitale di nove milioni e un oggetto sociale molto ampio, che include, oltre alle automobili, i trasporti ferroviari, i mezzi di navigazione e gli aeroplani. Agnelli risulta il maggiore azionista della società.

 

Il Re Vittorio Emanuele III visita le nuove officine della Fiat al Lingotto, Torino, 22 maggio 1923 (Archivio e centro storico Fiat, Archivio iconografico).

 
 

Orientamenti strategici
L’intero gruppo dirigente è travolto dalla crisi del 1906-1907 e anche Agnelli deve dimettersi in seguito al procedimento giudiziario aperto nei suoi confronti per attività speculativa in Borsa; nell’assetto dell’impresa ricostituita nel 1909, però, Agnelli risulta ancora Amministratore delegato. L’imprenditore mette allora in atto un lucido disegno di razionalizzazione produttiva e di integrazione verticale. È una scelta decisiva in un settore che, dopo un esordio all’insegna del dilettantismo e della dimensione artigianale, punta ormai ai grandi numeri, mentre la diversificazione continuava nelle costruzioni navali come nei motori d’aviazione. Veniva così a prendere forma un gruppo complesso e ramificato di dimensioni inusitate anche per Torino e per il Piemonte, che pure stanno vivendo un’intensa trasformazione industriale. Nel 1906 Agnelli aderisce all’iniziativa di fondazione della Lega Industriale di Torino, uno dei principali nuclei costitutivi della futura Confindustria. Negli anni Dieci l’imprenditore è profondamente influenzato dal modello industriale americano e dai nuovi criteri di produzione introdotti da Henry Ford nel suo stabilimento di Highland Park, osservati nel corso di un viaggio negli Stati Uniti. Rientrato in Italia, decide robusti ampliamenti degli impianti Fiat: l’orientamento strategico di lungo periodo andava quindi in direzione della produzione di massa, mentre si profilava l’idea della realizzazione di una nuova grande fabbrica.