Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

  • Recanati-Osimo-Castelfidardo 1861 - 1896: Prima dell'industria

    Recanati-Osimo-Castelfidardo 1861 - 1896: Prima dell'industria

    Il censimento del 1881 mostra come le Marche siano, dopo l'Umbria, la Regione italiana con il più alto tasso di attività agricola. A dominare le campagne marchigiane è, da vari secoli, la mezzadria, un rapporto di produzione che influenza e caratterizza non solo l'economia, ma anche gran parte della vita sociale di questo territorio. L'industria occupa uno spazio largamente minoritario, nel quale rivestono un certo rilievo la lavorazione manifatturiera di alcune materie prime di origine agricola come il corno, usato per la fabbricazione di pettini e tabacchiere, e particolari produzioni artigianali, fra cui quella degli strumenti musicali.
  • Recanati-Osimo-Castelfidardo 1896 - 1918: La prima industralizzazione

    Recanati-Osimo-Castelfidardo 1896 - 1918: La prima industralizzazione

    Negli anni in cui l'Italia – in particolare, quella nord-occidentale – vive il suo "decollo industriale", le Marche registrano importanti progressi sul versante manifatturiero. Si assiste, fra l'altro, al consolidamento del settore metalmeccanico (Benelli a Pesaro, Cecchetti a Civitanova Marche, fabbricazione di macchine agricole a Jesi), all'impianto di cementifici di grandi dimensioni, alla comparsa della moderna industria chimica (fertilizzanti) e all'esplosione del comparto degli strumenti musicali (Castelfidardo). Quest'ultimo beneficia, in particolare, della crescente domanda estera espressa dagli emigranti. L'emigrazione ha un importante ruolo anche nel sostegno all'attività manifatturiera svolta a Recanati dalla famiglia Guzzini, che a cavallo della grande guerra è impegnata nella produzione di articoli in corno per fumatori.
  • Recanati-Osimo-Castelfidardo 1918 - 1945: Anni difficili

    Recanati-Osimo-Castelfidardo 1918 - 1945: Anni difficili

    Lo scarso coinvolgimento delle Marche nell'economia di guerra e la violenta crisi postbellica frenano, nel periodo fra i due conflitti mondiali, la crescita industriale intrapresa nel periodo giolittiano. La domanda estera, che era stata il volano dello sviluppo vissuto dal settore degli strumenti musicali, viene pesantemente compressa prima dall'arresto dei flussi migratori decretato dagli Stati Uniti, e poi dalla "grande depressione" degli anni Trenta. Cala anche la domanda interna, colpendo fra gli altri il comparto degli articoli per la casa, dove sin dal dopoguerra operano i Guzzini.
  • Recanati-Osimo-Castelfidardo 1945 - 1970: Gli anni gloriosi

    Recanati-Osimo-Castelfidardo 1945 - 1970: Gli anni gloriosi

    Nel Secondo dopoguerra, le Marche restano un territorio a prevalente connotazione agricola: il censimento del 1951 segnala, infatti, che i sei decimi della popolazione sono impegnati nel settore primario. Nondimeno, proprio in questa fase la Regione avvia un impetuoso sviluppo industriale, caratterizzato dalla presenza di distretti monosettoriali, nei quali operano imprese familiari di piccole dimensioni che conservano forti collegamenti con il mondo rurale. In tale quadro spiccano, fra gli altri, i casi degli strumenti musicali (Castelfidardo) e dei casalinghi (Recanati).
  • Recanati-Osimo-Castelfidardo 1970 - 1980: Il decennio terribile

    Recanati-Osimo-Castelfidardo 1970 - 1980: Il decennio terribile

    La doppia crisi petrolifera degli anni Settanta, facendo affiorare i limiti e le contraddizioni del fordismo, finisce per esaltare i pregi di un modello industriale – quello del NEC (Nord-Est-Centro), di cui le Marche sono espressione – che ha nella flessibilità produttiva e nel virtuoso radicamento nel territorio i suoi principali punti di forza. Mentre nel settore degli strumenti musicali il definitivo ingresso dell'elettronica costringe a precipitose e non sempre fortunate riconversioni operative, in quello della plastica i Guzzini consolidano la loro posizione nei mercati italiano e internazionale, avviando inoltre un processo di diversificazione che consente loro di fare ingresso in nuovi comparti (illuminazione, idrosanitari).
  • Recanati-Osimo-Castelfidardo 1980 - 1992: L'illusorio boom

    Recanati-Osimo-Castelfidardo 1980 - 1992: L'illusorio boom

    Il modello distrettuale marchigiano si rinsalda, sull'onda della favorevole congiuntura economica internazionale. A testimoniarlo, oltre ai dati aggregati, è il successo di esperienze imprenditoriali familiari come quelle dei Merloni e dei Guzzini, avviate nella prima metà del Novecento, maturate nel Secondo dopoguerra, cresciute impetuosamente a partire dal "boom" degli anni Cinquanta-Sessanta e sempre più contrassegnate da una marcata apertura verso l'estero. In questo periodo si registrano, però, anche gravi crisi settoriali. La più importante investe il comparto degli strumenti musicali, le cui imprese, incapaci di sostenere la concorrenza asiatica, sono costrette alla dismissione o a faticose riconversioni produttive.
  • Recanati-Osimo-Castelfidardo 1992 - 2010: Fra declino e trasformazione

    Recanati-Osimo-Castelfidardo 1992 - 2010: Fra declino e trasformazione

    A cavallo del XXI secolo le Marche sono la Regione italiana con il più elevato tasso di industrializzazione. Questo dato non certifica soltanto il marginale rilievo rivestito ormai dall'agricoltura, ma anche lo scarso sviluppo del terziario. Osservando il distretto di Recanati-Osimo-Castelfidardo, si rileva come il completamento della parabola storica del comparto degli strumenti musicali abbia costretto molte imprese "di fase" a migrare verso settori affini (per esempio, quello della plastica), contribuendo a consolidarne lo sviluppo.