Ministero per i beni e le attivita' culturali e per il turismo-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

MIRAGLIA, Nicola

Un contributo decisivo
Il nuovo Ministro delle Finanze, Giuseppe Volpi, subentrato nel luglio del 1925, prosegue in piena sintonia con Stringher l’opera per allontanare Miraglia dal Banco. Riprende subito il progetto avviato nella primavera da De Stefani per l’unificazione dell’emissione e si affretta a investire il Direttore della Banca d’Italia della responsabilità di farlo diventare operativo. Dal dicembre del 1925 Stringher è più volte a Napoli per concertare con Miraglia il progetto che comporta la trasformazione del Banco di Napoli in istituto di diritto pubblico e l’uscita del vecchio Direttore Generale. La questione più delicata è sicuramente la cessione della riserva di oro alla Banca d’Italia che, in quei mesi di svalutazione monetaria, appare assai rischiosa in termini generali, e in quelli specifici per la determinazione del prezzo di concambio. In seguito, dopo “quota 90”, si sarebbe rivelata per il Banco addirittura una operazione vantaggiosa.
Miraglia resta in carica fino al 15 settembre 1926. Le ultime settimane sono dedicate alla stesura di un dettagliato studio sull’attività svolta nel trentennio della sua direzione che, con orgoglio e puntiglio, allega agli atti societari e invia in copia a Mussolini.

 

Conte a 91 anni
L’opera di risanamento può dirsi definitivamente compiuta, ben evidenziata dal consolidamento patrimoniale per cui, dai valori negativi del 1896, si è arrivati a oltre 168 milioni di lire del 1926. Tutte le principali attività, dalla Cassa di risparmio al Credito fondiario, al Credito agrario hanno registrato significativi incrementi, mentre il contributo allo sviluppo economico del Regno è testimoniato dal progressivo aumento della circolazione e dalla partecipazione dell’Istituto a tutte le iniziative speciali costituite negli anni per sostenere le imprese e attenuare gli effetti negativi delle crisi industriali.
Nicola Miraglia lascia il Banco di Napoli a novantuno anni, con il titolo di Conte che il Re gli concede il 9 maggio 1926. Muore a Napoli nella primavera del 1928.

Risorse bibliografiche
N. De Ianni, Operai e industriali a Napoli tra grande guerra e crisi mondiale: 1915-1929, Genève, Libraire Droz, 1984; F. Barbagallo, Nitti, Torino, Utet, 1984; L. De Rosa, Storia del Banco di Napoli. Istituto d’emissione nell’Italia unita (1863-1926), III, Rinascita e fine del privilegio dell’emissione 1896-1926, Napoli, 1992; L. De Rosa, Un personaggio della terza Italia: Nicola Miraglia, in «Rassegna economica», 1993, LVII, 3; F. Balletta, Un colpo mancino assestato al mezzogiorno d’Italia: l’unificazione dell’emissione di cartamoneta nel 1926, Napoli, Arte Tipografica, 2002.