Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

PIRELLI, Alberto

Alberto Pirelli, Roma, 1957 (Archivio storico Luce, fondo V.E.D.O.).

 
 

Dissensi ed epurazioni
Il dissenso di Pirelli nei confronti del Regime diventa esplicito dopo l’entrata dell’Italia nella Seconda guerra mondiale e si concretizza con la partecipazione diretta alle manovre diplomatiche tese ad intavolare trattative di pace con gli anglo-americani. Nel luglio del 1945 Pirelli, come altri industriali italiani, viene sottoposto a un processo di epurazione e rimosso dalla sua carica di Amministratore delegato della Pirelli. Nell’aprile del 1946, in seguito al ricorso presentato, viene pienamente riabilitato e può riprendere, insieme al fratello Piero, ancora una volta prezioso collaboratore, il suo posto alla guida della società.
Negli anni successivi Pirelli assume un atteggiamento di maggiore distacco dalla partecipazione politica rispetto a quello tenuto nel periodo precedente alla guerra, rifiutando più volte le richieste di partecipazione a commissioni e organismi ministeriali del nuovo Stato repubblicano. Dopo la morte del fratello nel 1956, l’imprenditore avvia un processo di successione generazionale, affidando al figlio Leopoldo le cariche di Amministratore delegato e di Vicepresidente. Tre anni dopo, nel 1959, colpito da un ictus che gli procura la paresi del lato destro del corpo, Pirelli cede al figlio le residue responsabilità operative. Muore a Casciago (Varese) nell’autunno del 1971.

 

Risorse bibliografiche
P. Anelli, P. Bolchini, G. Bonvini, A. Montenegro, Pirelli 1914-1980 : strategia aziendale e relazioni industriali nella storia di una multinazionale, Milano, Franco Angeli, 1985; A. Pirelli, Taccuini 1922-1943, a cura di D. Barbone, Il Mulino, Bologna, 1984; A. Pirelli, Pirelli. Vita di un’azienda industriale, Milano, 1946; P. Ottone, Il gioco dei potenti, Milano, Longanesi, 1985; A. e G. Pirelli, Legami e conflitti: lettere 1931-1965, a cura di Elena Brambilla Pirelli, Milano, Archinto, 2002.