Ministero per i beni e le attivita' culturali e per il turismo-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

PIRELLI, Giovanni Battista

Automobile gommata Pirelli sulla pista dell'autodromo di Monza durante il primo Gran Premio d'Italia, Monza 1925 (Fondazione Pirelli, Fondo Propaganda)

 
 

Un testimone da consegnare
L’età giolittiana rappresenta per Pirelli non solo il periodo del consolidamento della sua posizione all’interno del ristretto circolo dei grandi industriali italiani, ma anche la prosecuzione e l’intensificarsi della sua partecipazione alla vita pubblica, non più strettamente limitata all’area milanese bensì proiettata sul piano nazionale. È consigliere e poi presidente del Credito Italiano – in qualità di consigliere ha modo di partecipare, come fiduciario, ai consigli di amministrazione di alcune tra le più importanti imprese industriali dell’epoca – e presidente della Edison. Lasciato il consiglio comunale di Milano, viene eletto in quello provinciale dove rimane fino al 1902, e pochi anni più tardi, nel 1909, è nominato senatore del Regno d’Italia. Entra a far parte fin dalla fondazione dell’ateneo, nel 1902, del consiglio direttivo dell’Università privata Bocconi, prima come rappresentante del consiglio provinciale, quindi per nomina diretta dell’erede del fondatore. Pirelli mostra inoltre un particolare interesse per il mondo dell’informazione, divenendo uno dei principali soci del «Corriere della Sera». La presenza attiva di Pirelli in diversi ambienti politici e di rappresentanza economica industriale (nel 1919 sarà anche presidente della Confederazione generale dell’industria italiana- Confindustria) è anche un segnale del progressivo trasferimento di responsabilità nella conduzione dell’impresa ai due figli, Piero (1881-1956) e Alberto (1882-1971), entrati a far parte del Consiglio di amministrazione della Pirelli & C. nel 1904.
La guerra coglie la società al culmine di un trend di forte espansione, testimoniato dall’aumento costante del capitale sociale e del fatturato, un quarto del quale derivante, nel 1914, dall’esportazione. La crescita continua anche nel periodo bellico, sia grazie alle forniture di conduttori elettrici e articoli di gomma all’esercito, sia per la struttura multinazionale dell’impresa, che permette di mantenere elevato anche il livello delle esportazioni. Il trauma della riconversione postbellica, seppure piuttosto intenso – gli operai occupati negli stabilimenti italiani della Pirelli passano da un massimo di 9.520 nel 1918 a 4.580 nel 1921 – è comunque di breve durata, tant’è che già dall’inizio degli anni Venti del Novecento la Pirelli può dedicarsi a un ampio programma di ristrutturazione societaria e di consolidamento delle strutture internazionali, anche grazie alle risorse rese disponibili in seguito all’emissione nel 1927 di un prestito obbligazionario di 4 milioni di dollari con la Banca Morgan di New York.
Nel 1920 viene sancito definitivamente il carattere multinazionale dell’azienda con la trasformazione della Pirelli e C. in una holding a capo delle neocostituite Compagnie Internationale Pirelli (Cip), società con sede in Belgio, a cui viene affidato il controllo di tutte le consociate estere, e Società Italiana Pirelli (Sip), che raccoglie le strutture di produzione italiane. Nel 1929 la Pirelli & C. è la prima società italiana a quotarsi allo Stock Exchange di New York.
Giovanni Battista Pirelli muore a Milano nell’ ottobre del 1932.

 

Risorse bibliografiche
La principale fonte disponibile sulla vita di Giovanni Battista Pirelli è il volume scritto dal figlio Alberto Pirelli, La Pirelli. Vita di un’azienda industriale, Milano, 1946. Sulla fondamentale esperienza del viaggio all’estero si veda il diario di Giovanni Battista Pirelli: G. B. Pirelli, Viaggio di istruzione all’estero, diario 1870-1871, Venezia, Marsilio, 2003, e F. Polese, Alla ricerca di un’industria nuova: il viaggio all’estero del giovane Pirelli e le origini di una grande impresa (1870-1877), Venezia, Marsilio, 2004. Sulla storia dell’azienda si veda P. Anelli - P. Bolchini - G. Bonvini - A. Montenegro, Pirelli 1914-1980: strategia aziendale e relazioni industriali nella storia di una multinazionale, Milano, Franco Angeli, 1985, e Pirelli 1872-1997: centoventicinque anni di imprese, a cura di G. Vergani, Milano, Scheiwiller, 1997.