Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

COLUSSI, Giacomo

Occupazione della fabbrica
L’accresciuta capacità produttiva nel polo napoletano rende inoltre svantaggioso il mantenimento delle strutture marginali (Perugia e Catania), che impongono costi di produzione notevolmente più alti. In un simile contesto acquista terreno l’idea di una razionalizzazione della presenza nel capoluogo umbro: con l’obiettivo di ridimensionare l’impianto di Perugia (causando numerosi licenziamenti) per trasferire il polo maggiore della produzione a Petrignano d’Assisi, Colussi si trova impegnato in una lunga vertenza sindacale che culmina con l’occupazione della fabbrica. Coinvolte nella fase conflittuale sono anche le amministrazioni locali, a fianco degli operai, a causa dell’inserimento dell’attività industriale di Colussi nel quadro del Piano regionale di sviluppo: questo aveva comportato ampie facilitazioni – fiscali e di sostegno finanziario – all’impresa perugina di Colussi; questi, nel 1962, decide invece di orientare il potenziamento della produzione in un nuovo impianto vicino ad Assisi, sfruttando, anche in questo caso, le agevolazioni e le esenzioni fiscali legate alla pianificazione dello sviluppo industriale dell’area.

 

Un successo oltre Misura
Nel corso degli anni Sessanta, comunque, le favorevoli condizioni di espansione economica spingono la crescita del nuovo stabilimento umbro, mentre Colussi diversifica la produzione ed estende capillarmente la rete distributiva dei prodotti su tutto il territorio nazionale, al punto che entra in concorrenza con l’attività dei fratelli, concentrata ancora nel Nord del Paese. Dedica inoltre una attenzione rinnovata al marketing del prodotto, introducendo le confezioni di latta colorata e promuovendo famose iniziative pubblicitarie, come lo spot su Carosello Gli amici di Gioele.
Dalla metà degli anni Settanta, Colussi è affiancato nella gestione dal figlio Angelo: lo sviluppo degli ultimi due decenni del secolo registra la crescita dell’impresa attraverso una continua diversificazione produttiva (fette biscottate e cracker per la capogruppo; pasta e prodotti lievitati tramite le acquisizioni) e l’espansione verso settori merceologici contigui: dall’acquisizione nel 1996 del marchio Misura (prodotti salutistici), all’acquisto della Audisio di Fossano (Cuneo) nel 1998, azienda produttrice di fette biscottate e pasta, con importanti investimenti all’estero (Gran Bretagna, Usa, Giappone), che consente alla Colussi di estendere il suo mercato anche fuori dai confini nazionali. Nel 1997 entra a far parte del gruppo anche la toscana Foodco (dolciumi); il periodo di crescita culmina con l’acquisizione nel 1999 della Agnesi di Imperia (con noti marchi come Liebig e Riso Flora, fra gli altri).
Al termine di una lunga carriera da imprenditore nel settore alimentare, nel 1998 Colussi è nominato Cavaliere del lavoro. Muore a Milano, senza aver cessato la sua attività in azienda, alla fine del 1999.
L’anno successivo il figlio Angelo riacquisisce il marchio Colussi Milano e lo stabilimento di Vittorio Veneto.

Risorse archivistiche e bibliografiche
Al momento non esiste un archivio storico dell’impresa, la cui storia può essere ricostruita attraverso gli atti ufficiali (relazioni di bilancio, verbali di assemblee, atto costitutivo e trasformazioni societarie), depositati presso gli archivi della Camere di commercio di Venezia e di Perugia e attraverso le carte conservate dalla famiglia, tra cui il dattiloscritto C’era una volta una famiglia…, centrato soprattutto sui decenni precedenti l’arrivo di Colussi a Perugia. Non esiste bibliografia storica specifica.