Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

PIRELLI, Leopoldo

Copertina del catalogo dei materassi e guanciali Pirelli Sapsa, Milano 1969 (Fondazione Pirelli, Archivio storico, Propaganda)

 
 

Nella primavera 1990 Pirelli decide di effettuare un nuovo tentativo di acquisizione di uno dei principali concorrenti internazionali, in questo caso la Continental, iniziando ad acquistare, insieme ad altri soci, azioni dell’impresa tedesca in vista di una fusione. Nonostante l’operazione parta sotto i migliori auspici, la resistenza opposta dal management della Continental, che riesce a coalizzare contro il progetto i dipendenti dell’azienda e i principali gruppi automobilistici tedeschi, si rivela insuperabile. Il fallimento del tentativo di scalata segna l’inizio di una gravissima crisi finanziaria per la Pirelli, che oltre a sopportare i costi legali e finanziari dell’operazione, si era anche impegnata a indennizzare, qualora non si fosse arrivati a una fusione entro il 30 novembre 1991, gli investitori che l’avevano affiancata nel piano di acquisizione. Il costo complessivo della fallita operazione arriva così a toccare i 340 miliardi di lire, mentre il bilancio consolidato della Pirelli per il 1991 si chiude in rosso per 660 miliardi, con un indebitamento netto che supera i 4 miliardi di lire. Si rende necessario avviare immediatamente un processo di risanamento finanziario dell’azienda, imperniato su consistenti aumenti di capitale e sull’apertura di nuove linee di credito con un consorzio di istituti finanziari, fra cui spiccano Mediobanca e il Credito Italiano. Dal punto di vista industriale, la ristrutturazione produttiva del gruppo comporta una riduzione piuttosto rilevante del numero dei dipendenti, che nel caso del settore degli pneumatici passano dai 31.270 del gennaio 1991 a meno di 28.000 alla fine del 1992, oltre alla chiusura di numerosi impianti produttivi, fra cui lo storico stabilimento di Milano Bicocca.
Dopo aver avviato il processo di risanamento dell’azienda, Pirelli, che si era assunto la piena responsabilità per il fallimento dell’operazione Continental, lascia nel febbraio 1992 il ruolo di presidente esecutivo che aveva ricoperto per più di un quarto di secolo e cede la guida operativa dell’azienda al genero Marco Tronchetti Provera, già amministratore delegato. Il ritiro definitivo di Pirelli avviene nel 1999, con la rinuncia a tutte le cariche societarie.
Muore nella sua casa di Portofino all'inizio del 2007.
 

Risorse archivistiche e bibliografiche

Tutta la documentazione, compresa la ricca corrispondenza privata, è conservata nell’Archivio storico Pirelli, Milano.

P. Anelli - P. Bolchini - G. Bonvini - A. Montenegro, Pirelli 1914-1980: strategia aziendale e relazioni industriali nella storia di una multinazionale, I. Dalla prima guerra mondiale all'autunno caldo, Milano, Franco Angeli, 1985; II. Il Gruppo Pirelli-Dunlop: gli anni più lunghi, Milano, Franco Angeli, 1985; L. Sicca - F. Izzo, La gestione dei processi di turnaround. Un caso esemplare: la Pirelli Spa, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1995; N. Tranfaglia, Vita di Alberto Pirelli (1882-1971), Torino, Einaudi, 2010.