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Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

REISS ROMOLI, Guglielmo

Guglielmo Reiss Romoli capitano dei Granatieri di Sardegna, 1915 ca. (immagine tratta dal volume "Guglielmo Reiss Romoli", L'Aquila 1976, pubblicato dalla Scuola superiore G. G. Romoli)

 
 

Trieste, 12 aprile 1895 - Milano, 25 aprile 1961

Il padre è un commerciante, ebreo e di origini tedesche. Iscritto alla Facoltà di legge dell’Università di Padova, Reiss Romoli allo scoppio della guerra mondiale si sottrae alla chiamata austriaca alle armi e si arruola invece nell’esercito italiano, nelle file del 1° reggimento granatieri di Sardegna. La sua esperienza bellica termina nel 1917, a causa delle gravi ferite riportate alle gambe nelle trincee del Carso. Nel dopoguerra Reiss Romoli intraprende la carriera bancaria: nel 1919 viene assunto dalla Banca italiana di sconto, passa successivamente alla Banca nazionale di credito e in seguito alla Direzione generale della Banca commerciale italiana. Per conto di quest’ultima si occupa nel 1930-1931 del risanamento finanziario e della riorganizzazione del gruppo chimico Italgas. Nel 1932 viene assunto in qualità di esperto tecnico-finanziario dalla Società finanziaria industriale italiana (Sofindit), che l’anno precedente aveva rilevato le partecipazioni azionarie della Banca commerciale, e gli viene affidata la riorganizzazione delle società telefoniche controllate dalla Società idroelettrica piemontese (Sip).
 

Locandina della campagna pubblicitaria della Società torinese esercizi telefonici realizzata durante la seconda guerra mondiale per incentivare l'uso del telefono, 1941 (Fondazione Telecom Italia, Sip)

 
 

Direttore della Banca commerciale a New York

Il settore telefonico si era sviluppato in Italia in maniera abbastanza confusa e disorganica: all’inizio degli anni Venti la maggior parte del servizio nei grandi centri era gestita dallo Stato, mentre coesistevano diverse decine di società private che gestivano in concessione numerose piccole reti. Nel 1925 il Regime fascista aveva riorganizzato il servizio in cinque grandi zone, riprivatizzando però la gestione. Le cinque zone erano state affidate in concessione trentennale alle società Stipel (Piemonte e Lombardia), Telve (Italia Nord-orientale), Timo (Emilia Romagna, Marche, Abruzzi e Molise); Teti (Liguria, Toscana, Lazio, Sardegna) e Set (Italia meridionale). Le società concessionarie avevano finito ben presto per essere inglobate da alcuni fra i maggiori gruppi finanziari del Paese, fra cui la Sip, che aveva acquisito il controllo delle tre telefoniche centrosettentrionali Stipel, Telve e Timo. Queste società però, come tutto il gruppo Sip, avevano subito gravemente gli effetti della crisi economica internazionale e delle spericolate gestioni finanziarie dei loro amministratori.
Il lavoro svolto da Reiss Romoli per conto di Sofindit pone le basi per la prima rilevante operazione di salvataggio e riorganizzazione attuata dall’appena costituito Istituto per la ricostruzione industriale (Iri), incentrata sulla costituzione di una vera e propria finanziaria di settore – la Società torinese esercizi telefonici (Stet) – il cui capitale viene interamente sottoscritto dall’Iri e a cui viene affidato il compito di gestire le partecipazioni telefoniche ex Sip.
Il prestigio acquisito alla Sofindit vale a Reiss Romoli la nomina nel 1935 a direttore della sede di New York della Banca commerciale, con il compito principale di riorganizzare le consociate americane della banca. All’entrata in guerra degli Stati Uniti viene internato nella prigione di Ellis Island e riesce a ritornare in Italia soltanto nel maggio del 1942. Costretto alla semiclandestinità a causa delle leggi razziali, Reiss Romoli riesce a tornare alla vita professionale solo dopo la fine della guerra.