Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

Servizio Archivistico Nazionale

Archivi d'impresa

RIVA, Alberto

Alberto Riva.

 
 

Casnate (CO), 17 maggio 1848 - Milano, 10 maggio 1924

Le discrete condizioni economiche della famiglia, maturate, come molte nella Lombardia del tempo, all'“ombra del gelso” (nella lavorazione della seta), permettono al giovane Riva di seguire un regolare corso di studi. Nel 1865 si iscrive alla facoltà di Scienze fisiche e matematiche dell’Università di Pavia e accede poi ai corsi dell’Istituto tecnico superiore di Milano (Politecnico). L’anno seguente, con altri compagni di corso, tra i quali Giovanni Battista Pirelli e il loro professore Giuseppe Colombo, abbandona momentaneamente gli studi per partecipare alla guerra contro l’Austria come volontario al seguito di Garibaldi, che segue anche nella successiva sfortunata campagna conclusasi a Mentana.
Rientrato a Milano, decide di completare gli studi iscrivendosi al corso di Ingegneria industriale del Politecnico, dove ha modo di stringere amicizia con alcuni dei futuri protagonisti dell'imprenditoria milanese.

L’apprendistato del bohémien
Nel 1870, dopo la laurea, parte per un viaggio all’estero alla ricerca di esperienze e contatti, prima di decidere quale attività intraprendere. I mesi trascorsi all’estero (dei quali resta testimonianza in un fascio di lettere scambiate con l’amico Pirelli, a sua volta impegnato in un’analoga esperienza), gli danno modo di fare una breve esperienza di lavoro presso la Honegger di Rüti, nel cantone svizzero di Glarus, un’importante fabbrica di macchine per la tessitura. Partito con l’idea di fare un breve tirocinio propedeutico all’avvio di un’attività di tessitura meccanica di articoli di seta nella natia Como, Riva protrae di mese in mese il suo inquieto vagabondare per i distretti industriali del centro Europa, sedotto dal fascino dalla vita bohémien non meno che desideroso di ampliare le proprie competenze tecniche.
Reduce da questo viaggio di “esplorazione commerciale”, nel 1872 apre a Milano uno studio di ingegneria e di “commercio di commissione in macchine”. Punto di forza della ditta è la rappresentanza, in esclusiva per l’Italia, di alcune importanti case estere come Marshall & Sons di Gainsborough, che produce macchine per la trebbiatura a vapore, e Socin & Wick di Basilea, rinomata soprattutto per le turbine e altri congegni meccanici.
Attraverso una serie di successivi riassetti societari, nel giro di una decina di anni Riva riesce a rendersi autonomo dai soci e ad affermarsi come uno dei più intraprendenti operatori del settore.

 

Da importatore a costruttore
Nel 1883 entra infine in contatto con i fratelli Carlo ed Edoardo Amman, industriali cotonieri e banchieri privati di primissimo rango, che gli assicurano appoggio finanziario ed entrature nel mondo industriale. Sei anni più tardi, Riva, nel frattempo associatosi con l’ingegnere Ugo Monneret du Villard, a cui viene delegata la conduzione tecnica delle rappresentanze industriali, ha l’occasione di dare una svolta ai propri affari integrando la sua precedente attività di importatore di macchine e progettista di impianti industriali con quella di costruttore. Nel 1889 rileva così un modesto opificio meccanico in liquidazione, la Galimberti e C., che aveva da poco avviato la produzione di turbine idrauliche.
Grazie ai capitali accumulati soprattutto con il commercio di macchine agrarie e al sostegno degli Amman, crea una nuova realtà industriale e ne affida la Direzione tecnica a Monneret, che lo affiancherà nella gerenza. Nel giro di pochi anni, anche a causa della grave crisi attraversata nell’ultimo scorcio del secolo dall’agricoltura italiana, la Riva comincia a mutare pelle. Alla flessione del volume di affari della sezione agricolo-commerciale fa da contrappunto lo sviluppo della produzione di turbine idrauliche, una specialità che consente all’azienda di realizzare «degli utili che nell’industria meccanica sono forse senza esempio».
Frutto della felice combinazione fra le doti imprenditoriali e organizzative di Riva e il dischiudersi di inattese prospettive di mercato per l’impiego di turbine nel campo delle costruzioni di centrali idroelettriche, a partire dalla metà degli anni Novanta la crescita della società è intensa, scandita da successivi aumenti di capitale per tenere dietro agli sviluppi degli impianti e degli affari.